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19 gennaio 2011

Ipsa Dixit

Per perseguitare Berlusconi vengono spesi soldi dei contribuenti che potrebbero essere usati per trovare Yara

Nicole Minetti
«Giurami che non ti prende male nel senso che ne vedi di ogni, cioè ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l’amor del cielo, però ne vedi di ogni… cioè nel senso, la disperacion più totale, cioè capirai c’è gente per cui è l’occasione della vita quindi ne vedi di ogni. Fidati di me punta su: il francese che lui sbrocca… e digli della seconda laurea, digli che sei stata alla Sorbona che anche lui c’è stato e si esalta di brutto».

«quando ha voglia chiama, quando non ha voglia non chiama. Quando deve far bella figura con noi ci chiama!» «è vero!» «eè! Basta! Poi si, per l'amor del cielo, ci sta costruendo una carriera, però bisogna vedere se poi va in porto sta carriera!» «eh! difatti! » «se poi non va in porto?» «son cazzi! Barbara: rimango con la laurea e un calcio nel culo! come tanti altri ragazzi»

29 ottobre 2008

Mariastella e u Tr'mon't


Perchè prendersela con quella poveretta di Mariastella (di padre sindaco democristiano) quando il vero autore della legge è costui?
Le avranno messo davanti un foglio e glielo avran fatto firmare. Che ne capisce lei ? già l'avevano rimossa dalla presidenza del consiglio comunale dell'avito paese per inoperosità. la vera competente in fatto di scuola in famiglia è la sorella (iscritta alla CGIL ma forse non al PDL)

20 ottobre 2008

Precariato: Editoriale su nature

Cut-throat savings


New law threatens Italian research jobs


Nature 455, 835-836 (16 October 2008) | Published online 15 October 2008

Brunetta precario sanato?

il pericoloso comunista Bachelet rivela che...

Università, Bachelet, "con norme ammazza precari Brunetta non sarebbe professore"


"Con le norme 'ammazza precari' il ministro Brunetta non sarebbe diventato professore". Lo denuncia nel suo intervento in aula alla Camera il deputato del Pd componente della commissione Cultura, Giovanni Bachelet, che aggiunge: "Brunetta dovrebbe sapere più di altri che fermare simultaneamente i concorsi e la stabilizzazione di molti ricercatori negli enti di ricerca sarebbe una catastrofe. D'altronde, proprio lui, è diventato professore associato con i concorsi del 1981, quei concorsi anche detti 'grande sanatoria', con i quali tutti quelli che a vario titolo erano precari nelle università sono stati accettati come professori con un concorso riservato".

"Quello che più critichiamo - prosegue Bachelet - è che il Governo con la finanziaria blocca il turnover della università ed impedisce nuovi concorsi e con l'emendamento 'ammazza precari' ferma le stabilizzazioni. In questo modo tutte le linee di accesso alla ricerca e all'università vengono chiuse simultaneamente. E' un vero e proprio delitto dal momento che senza concorsi liberi e senza stabilizzazioni si uccidono le università".

10 ottobre 2008

W la ricerca (senza fondi)


DECRETO-LEGGE 9 ottobre 2008, n. 155
Misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali. (GU n. 237 del 9-10-2008)

[...] 7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate
per ciascuna operazione di cui al presente articolo le risorse
necessarie per finanziare le operazioni stesse. Le predette risorse,
da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze, sono individuate in
relazione a ciascuna operazione mediante:
a) riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione
vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, con esclusione
delle dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi,
assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle
poste correttive e compensative delle entrate, comprese le
regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli
enti territoriali aventi natura obbligatoria; del fondo ordinario
delle università; delle risorse destinate alla ricerca; [...]

9 ottobre 2008

La prof che non pubblicò una riga

L’economista della Bocconi analizza un sistema disastroso. E spiega quali sono i rimedi
Università malata. La denuncia di Roberto Perotti: clientelismo e sprechi
Il bello del calcio è che, qualche volta, può accadere l’impossibile: la Corea del Nord che batte l’Italia, l’Algeria che batte la Germania, Israele che batte la Russia. Il brutto dell’università italiana è che troppo spesso accade l’impossibile. Come all’Università di Bari, dove un concorso del 2002 dichiarò idonea alla cattedra l’aspirante docente Fabrizia Lapecorella, che aveva zero pubblicazioni nelle quattro categorie delle 160 riviste più importanti del mondo, zero nelle prime venti riviste italiane, zero in tutte le altre, zero libri firmati come autore, zero libri come curatrice, zero libri come collaboratrice. E ovviamente zero citazioni fatte dei suoi lavori: come potevano citarla altri studiosi, se non risulta aver mai scritto una riga? Eppure, battendo una concorrente che aveva un dottorato alla London School of Economics, 10 pubblicazioni e 31 citazioni sulle riviste nazionali e internazionali più importanti, vinse lei. Destinata a essere promossa poco più di tre anni dopo, dal terzo governo Berlusconi, direttore del Secit per diventare col secondo governo Prodi esperto del Servizio consultivo e ispettivo tributario e infine, di nuovo con Tremonti, direttore generale delle Finanze. Una carriera formidabile. Durante la quale, stando alla banca dati centrale di tutte le biblioteche italiane, non ha trovato il tempo per scrivere una riga. Sia chiaro: magari è un genio. E forse dovremo essere grati a chi l’ha scoperta nonostante difettasse di quei lavori che all’estero sono indispensabili per diventare ordinari.

da corriere.it