28 novembre 2008

In Farmacia

Speranza

Pranzo di Ferragosto


Pranzo di ferragosto
(G. Di Gregorio - Italia 2008)



Minimalismo + Senilità


27 novembre 2008

26 novembre 2008

20 novembre 2008

Cinema: Pietre Miliari dello Spaghetti Western


Sei jellato amico hai incontrato Sacramento (1970)

17 novembre 2008

10 novembre 2008

8 novembre 2008

Ellekappa e i coglioni del nano

Vignetta di Ellekappa su La Repubblica di oggi.

- “Siamo un popolo di imbecilli e coglioni”.

- “E lui è lì a testimoniarlo”.

5 novembre 2008

Non perde l'occasione


per l'ennesima figura di m....

Il presidente dei senatori Pdl attacca il futuro presidente Usa sul tema sicurezza
Accuse dal Pd: "Parole gravi, si rischia di minare rapporto con gli alleati"

Obama, gaffe sprint di Gasparri
"Al Qaeda ora forse è più contenta"

ROMA - Barack Obama aveva conquistato da poche ore la certezza della vittoria elettorale e già il Pdl commetteva una grave gaffe, dalle possibili ripercussioni nei rapporti diplomatici tra Italia e Stati Uniti. "Sulla lotta al terrorismo internazionale - è stato infatti il commento espresso questa mattina al Gr3 dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri - vedremo Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta".

Parole che il Pd si è affrettato a definire "gravi" ed "inaccettabili". "Non sfugge ai più - ha sottolineato la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro - che si tratta di parole che rischiano di minare i rapporti dell'Italia con il nostro maggiore alleato e che il governo con questa affermazione si trova in una gravissima situazione. E' necessario che Gasparri ritratti e ritiri le sue affermazioni".

Accuse alle quali il presidente dei senatori della maggioranza ha replicato sarcasticamente. "Non credo - ha detto Gasparri- che il presidente Finocchiaro abbia motivo di ergersi al ruolo di portavoce della presidenza degli Stati Uniti d'America che certamente non credo si senta minacciata da giudizi e dibattiti. Mi pare che il tono dell'intervento e del richiamo sia assolutamente eccessivo, sproporzionato e fuori luogo anche perché attribuisce a mie opinioni conseguenze sulla politica internazionale che non sono così presuntuoso da immaginare".

Casablanca


Quelli che l’avevano detto di M. Travaglio
Il primo a sbilanciarsi, il 7 marzo, fu Gianfranco Fini: “Gli Stati Uniti non sono ancora pronti per un presidente nero”. Ma il momento decisivo per le sorti delle elezioni americane fu la discesa in campo di Giuliano Ferrara, stregato da Mc Cain, ma soprattutto da Sarah Palin: “L’abbiamo scoperta noi”, gongolava il Platinette Barbuto, noto esperto in fiaschi, esaltando le virtù profetiche del suo talent scout addetto alle catastrofi, Christian Rocca, già noto per aver annunciato il trionfo in Irak e per aver scoperto i neocon quando negli States non osavano più mettere il naso fuori di casa. Ecco, quello fu il momento della svolta per Obama. Lì fu chiaro a tutti che McCain era spacciato. [continua]

4 novembre 2008

3 novembre 2008